L’Oro – Singolo

L’Oro – Singolo

  • ArtistSabrina Napoleone
  • GenreRock d'Autrice
  • Released Date27 November, 2017
  • LabelOrange Home Records

L’Oro è il primo singolo di Sabrina Napoleone, tratto dal nuovo album Modir Min in prossima uscita per Orange Home Records. È un brano complesso, stratificato, esamina le conseguenze che potrebbero avere le nostre paure di oggi. Paure che sono già gabbie, strumenti di controllo  per un populismo privo di scrupoli, prigioni che rubano l’orizzonte ed il futuro. Conversazioni reali rubate sui bus, groove micidiali, chitarre psichedeliche, l’impietosa amarezza di un canto a due voci, un testo essenziale ed evocativo, questi sono gli elementi del viaggio verso un futuro che è già accaduto.

Ascolta la versione integrale o acquistala su iTunes!

Guarda il video (radio edit)

Testo

L’Oro

(di Sabrina Napoleone)

 

Voci fuori campo:

“Non sei del mio Paese? A calci in culo al tuo Paese”, “…un paese civile”, “io lavoro per trecento euro?! ma non è una questione – capisci?- di razzismo, perché (guardi) nono mi sembra (guardi) che gli Italiani siano razzisti”, “viviamo sullo stesso (e certo!) carrello”

 

Buongiorno amore,

buongiorno amore ho fatto un sogno,

c’eravamo io e te.

Ho fatto un sogno amore,

eravamo un po’ più vecchi,

ma eravamo io e te.

E viaggiavamo

su un mezzo pubblico blindato,

seduti fianco a fianco.

E tu eri stanco,

forse eri preoccupato,

guardavi i finestrini.

E anch’io guardavo fuori,

oltre la feritoia,

intravedevo la città.

C’erano guardie armate,

davanti ad ogni porta

e tutti avevano paura.

 

Voci fuori campo:

“Viviamo sullo stesso carrello”, “I diritti che abbiamo noi li hanno anche gli stranieri, uguali”, “ci rendiamo conto?!”. “Non sei del mio Paese? A calci in culo al tuo Paese”.”Che li fate valere, perché ci sono questi diritti , per gli Italiani e stranieri. Non parlo per te eh!”, “Si può sbattere la saccoccia”. “Non sei del mio Paese? A calci in culo al tuo Paese”, “viviamo sullo stesso carrello”, “Ci rendiamo conto?!”.

 

Buongiorno amore,

buongiorno amore, ho fatto un sogno,

c’eravamo io e te.

Ho fatto un sogno amore,

c’era intorno un grande muro

e c’eravamo io e te

Ed eravamo

continuamente e controllati,

in ogni movimento,

e tu eri stanco,

forse eri preoccupato,

guardavi quei bambini

E anch’io guardavo preoccupata

gli occhi di quei bambini.

 

“Non sei del mio Paese, a calci in culo al tuo Paese”

 

E anch’io guardavo preoccupata

gli occhi di quei bambini.

 

“Ci rendiamo conto!?”, ” No, guarda, io non sono razzista, addirittura mio cugino è sposato con una Rumena”, “viviamo sullo stesso carrello…”